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	<title>MIGREUROP</title>
	<link>https://migreurop.org/</link>
	<description>Migreurop est un r&#233;seau europ&#233;en et africain de militant&#183;e&#183;s et chercheur&#183;euse&#183;s dont l'objectif est de faire conna&#238;tre et de lutter contre la g&#233;n&#233;ralisation de l'enfermement des &#233;trangers et la multiplication des camps, dispositif au c&#339;ur de la politique d'externalisation de l'Union europ&#233;enne.</description>
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		<title>MIGREUROP</title>
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<item xml:lang="it">
		<title>Visita dal CIE de Lamezia Terme</title>
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		<dc:date>2011-03-14T19:21:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>ARCI</dc:creator>


		<dc:subject>&lt;span lang='fr'&gt;Italie&lt;/span&gt;</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Visita effettuata el 14 marzo 2011.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/rubrique466.html" rel="directory"&gt;Archives&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/mot20.html" rel="tag"&gt;&lt;span lang='fr'&gt;Italie&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;[IT]&lt;br class='autobr' /&gt;
&#8226; &lt;strong&gt;Gestione delle informazioni, cio&#232; l'assenza di trasparenza.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla nostra visita al Centro di Identificazione ed Espulsione di Pian Del Duca (Lamezia Terme) &#232; emersa una quasi completa mancanza di informazione in merito ai diritti dei quali gli immigrati presenti all'interno del centro sono titolari. &lt;br class='autobr' /&gt;
In particolare molte carenze sono emerse relativamente alle informazioni di carattere legale ed alla possibilit&#224; di chiedere protezione internazionale. Alle persone recluse infatti viene chiesto solamente se vogliono richiedere lo status di asilo politico, condizione questa rifiutata dalla maggioranza dei migranti. Si omette invece di proporre ed informare loro sulla possibilit&#224; di richiedere altre forme di protezione. &lt;br class='autobr' /&gt;
Molti dei migranti non hanno la minima consapevolezza della situazione giuridica in cui si trovano. Non distinguono i diversi centri (CARA, CIE, a volte carcere) e non riescono a capire i diversi trattamenti e regolamenti ai cui vengono sottoposti nelle differenti strutture.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#8226; &lt;strong&gt; Il modo nel quale vengono trattate formalmente/legalmente le persone.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In merito al modo nel quale gli immigrati presenti vengono trattati vanno evidenziati molti aspetti a dir poco carenti. Possiamo far riferimento in primo luogo a questioni di carattere igienico sanitario, quali la fornitura di lenzuola ed asciugamani, o peggio la gestione di sindromi tipicamente riscontrabili in tale categoria di soggetti. Dai racconti risultano, infatti, presenti patologie tipiche dei soggetti migranti quali forte stress, disturbi del sonno e depressione.&lt;br class='autobr' /&gt;
A parte la totale disinformazione sulle loro condizioni il rapporto con polizia e personale del centro non risulta ostile. Le persone recluse ci hanno raccontato, in privato, gli scontri avvenuti a cavallo della notte di capodanno 2011, quando dopo un tentativo di fuga collettiva, vi sono state violenze da parte della polizia nei confronti dei migranti. Alcuni migranti sono comunque riusciti a fuggire quella notte, circostanza questa ammessa dalle forze di polizia e negata dal responsabile del centro.&lt;br class='autobr' /&gt;
Al contrario, elementi positivi, sono emersi in merito alla struttura che ospita il centro da poco risistemata. Pur avendo infatti pochi spazi ricreativi (un unico cortile all'aperto), non possiamo dire che essa sia carente in quanto ad ambienti vitali, &#232; infatti dotata di una ampia sala mensa, di bagni idonei e di varie camere da letto ognuna ospitante al massimo 5 letti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#8226; &lt;strong&gt;Le cose che abbiamo visto.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Circa 40 ragazzi tunisini con indosso non scarpe ma ciabatte di gomma, pur essendo in inverno, circostanza dovuta alla mancanza di consegna da parte dell'autorit&#224; di gestione di scarpe idonee (nonostante i ragazzi si trovino nel centro da oltre un mese). &lt;br class='autobr' /&gt;
Lenzuola, coperte e asciugamenti fatiscenti; &lt;br class='autobr' /&gt;
Verso la fine della visita quando le guardie si sono allontanate i reclusi ci hanno mostrato i loro telefoni cellulari, tutti con l'obiettivo della videocamera rotto. Ci hanno detto che li costringono a rompere l'obiettivo se vogliono portarsi dentro il telefono. La polizia ha detto che hanno ricevuto quest'ordine ma non hanno saputo darci una motivazione in merito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#8226; &lt;strong&gt; Le cose che ci hanno raccontato i migranti/richiedenti asilo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dai racconti dei migranti &#232; emerso come molte delle modifiche alla struttura quali ritinteggiatura delle pareti, sistemazione delle caldaie, e pulizie straordinarie siano state effettuate solo nei giorni immediatamente precedenti alla nostra visita. &lt;br class='autobr' /&gt;
Ancora i migranti hanno evidenziato come non sia cos&#236; semplice ottenere un incontro con un avvocato e, come anche gli incontri con il medico e con l'assistente sociale presente non portino ad effettive soluzioni dei loro problemi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Gli stranieri lamentavano inoltre la mancanza di lenzuola, coperte ed asciugamani pulite. &lt;br class='autobr' /&gt;
Altro elemento di notevole importanza &#232; il fatto che ognuno dei migranti aveva il telefono cellulare con la fotocamera rotta, gli stranieri hanno affermato che sono state rotte dalla polizia e, anche la polizia ci ha confermato che il regolamento non prevede la possibilit&#224; per i detenuti di tenere con se nessun dispositivo elettronico in grado di riprendere e riprodurre immagini.&lt;br class='autobr' /&gt;
I tunisini, che hanno gi&#224; la notifica del decreto di respingimento, hanno dichiarato che l'avvocato del centro l'hanno visto solo una volta da quando sono reclusi (34 giorni al 14 marzo) ed in quell'occasione, con l'ausilio del mediatore linguistico, ha fatto firmare a tutti loro un foglio, senza spiegargli, n&#233; l'avvocato, n&#233; il mediatore, cosa fosse. Non sanno se era per fare la procedura per fare ricorso contro il ricongiungimento nei 60 giorni. Supponiamo sia la notifica di respingimento.&lt;br class='autobr' /&gt;
L'avvocato del centro &#232; stato visto dagli ospiti solo in quel caso in 34 giorni e non 3 volte alla settimana come previsto&lt;br class='autobr' /&gt;
Non a tutti i tunisini &#232; stata fatta la visita medica dopo pi&#249; di 30 giorni di reclusione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#8226; &lt;strong&gt;Le cose che ci hanno raccontato al telefono (eventuali telefonate al numero verde dal CIE visitato)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non abbiamo avuto contatti telefonici con i migranti reclusi nel Cie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#8226; &lt;strong&gt;La risposta della polizia e dell'ente gestore&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le forze dell'ordine hanno illustrato un quadro abbastanza tranquillo nel quale si svolge il loro lavoro e in merito al rapporto con i migranti. &lt;br class='autobr' /&gt;
Ci hanno permesso di distribuire ai migranti il depliant multilingue col numero verde dell'Arci per sostegno ai richiedenti protezione, ma non ci hanno permesso di fare fotografie neppure ai locali.&lt;br class='autobr' /&gt;
L'unico mediatore culturale del centro, un tunisino che &#232; l&#236; da quasi sei anni, ci ha detto che lui stesso informa i migranti sulla possibilit&#224; di richiedere l'asilo e di adire agli avvocati del foro di Lamezia Terme. Secondo lui i migranti non si fidano degli avvocati in genere e solo le persone che escono dal carcere hanno un rapporto con un avvocato di fiducia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#8226; &lt;strong&gt; Il documento, se c'&#232;, del senatore/deputato/consigliere che &#232; entrato con noi (che poi va allegato)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#8226; &lt;strong&gt;Una conclusione con nostre considerazioni, comprese le circostanze che pensiamo ledano la legge e i diritti umani o che si configurino come torture o trattamenti disumani o degradanti.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Concludiamo le nostre considerazioni affermando che il CIE di Pian Del Duca, a nostro parere, lede il diritto dei migranti ad avere una chiara situazione in merito alla situazione giuridica in cui essi si trovano, nonch&#233; in merito ai bisogni primari di ciascun uomo, quali la salute psico-fisica. &lt;br class='autobr' /&gt;
La voluta disinformazione e manipolazione delle informazioni da parte della struttura dell'ente aumenta quel clima pesante di stress psicologico e tensioni che si respira all'interno del centro.&lt;br class='autobr' /&gt;
La struttura &#232; appena stata messa a nuovo e tra poco vedr&#224; incrementati i posti letto, ma lo spazio vitale esterno &#232; ridotto e manca una parte coperta.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>via Corelli va chiuso</title>
		<link>http://migreurop.org/article1836.html</link>
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		<dc:date>2011-03-11T18:30:55Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>ARCI</dc:creator>


		<dc:subject>&lt;span lang='fr'&gt;Italie&lt;/span&gt;</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Si &#232; svolta questa mattina al Cie di Via Corelli a Milano la prima delle visite nei centri italiani programmate dalla missione promossa dalla Rete Migreurop.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/rubrique466.html" rel="directory"&gt;Archives&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/mot20.html" rel="tag"&gt;&lt;span lang='fr'&gt;Italie&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Si &#232; svolta questa mattina al Cie di Via Corelli a Milano la prima delle visite nei centri italiani programmate dalla missione promossa dalla Rete Migreurop.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla visita era presente anche un esponente dell'Arci, che ha potuto parlare con alcuni dei detenuti, oltre a constatare di persona le condizioni di violazione dei diritti e di assoluto degrado cui sono costretti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'interno del centro sono presenti 108 uomini e 15 trans. 6 persone risultano di nazionalit&#224; romena e gi&#224; questo pone un primo inquietante interrogativo visto che si tratta di cittadini comunitari per i quali non &#232; prevista la detenzione nei Cie. Le richieste di ulteriori informazioni su nazionalit&#224; e status giuridico dei detenuti sono cadute nel vuoto. Questo pone un gigantesco problema di trasparenza, che &#232; la prima condizione da garantire in tutti i centri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti i tunisini presenti, che hanno denunciato l'impossibilit&#224; di presentare richiesta d'asilo nonostante le ripetute richieste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I detenuti incontrati hanno raccontato che all'ingresso nel centro vengono privati del cellulare. Le uniche comunicazioni con l'esterno sono quindi affidate all'uso dei telefoni pubblici (due per camerata), spesso malfunzionanti e utilizzabili attraverso una scheda che viene fornita caricata per soli 15 euro. L'unica altra concessione &#232; un bonus economico di 5 euro ogni due giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La procedura per le visite &#232; assolutamente macchinosa, e dall'inoltro della domanda scritta alla risposta possono passare anche pi&#249; di sei giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le condizioni igieniche sono pessime, come la delegazione ha potuto constatare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ci&#242; che pi&#249; colpisce &#232; la denuncia dei continui maltrattamenti subiti. Si respira un'aria pesante, la sensazione &#232; di trovarsi in un luogo in cui lo stato di diritto &#232; sospeso, tutto pu&#242; accadere e chi ha la disgrazia di trovarsi chiuso l&#236; dentro &#232; completamente in balia degli eventi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La conclusione non pu&#242; essere che una: via Corelli va chiuso, i diritti ripristinati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 11 marzo 2011&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
UFFICIO STAMPA&lt;/strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
Via dei Monti di Pietralata, 16&lt;br class='autobr' /&gt;
Andreina Albano&lt;br class='autobr' /&gt;
Tel. 06 41609267 - 348 3419402 albano@arci.it&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;a href=&#034;https://www.arci.it&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;www.arci.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="fr">
		<title>le CIE de Via Corelli doit &#234;tre ferm&#233;</title>
		<link>http://migreurop.org/article1837.html</link>
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		<dc:date>2011-03-11T15:11:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>fr</dc:language>
		<dc:creator>ARCI</dc:creator>


		<dc:subject>Italie</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;La situation est pire que celle que nous avions imagin&#233;e. La solution serait de fermer le camp imm&#233;diatement&lt;br class='manualbr' /&gt;Communiqu&#233; de presse ARCI apr&#232;s la visite au CIE de Via Corelli &#224; Milan, la premi&#232;re des visites dans les camps italiens pr&#233;vues par la campagne lanc&#233;e par le r&#233;seau Migreurop.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/rubrique466.html" rel="directory"&gt;Archives&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/mot20.html" rel="tag"&gt;Italie&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;S'est tenue ce matin au CIE de Via Corelli &#224; Milano, la premi&#232;re des visites dans les camps italiens pr&#233;vues par la campagne lanc&#233;e par le r&#233;seau Migreurop.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A cette visite, &#233;taient aussi pr&#233;sents des repr&#233;sentants de l'association italienne ARCI, membre du r&#233;seau, qui ont pu parler avec certains des retenus, autre que constater personnellement les conditions de violations des droits et d'absolu d&#233;gradation dans lesquelles ils sont contraintes.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A l'int&#233;rieur du centre sont pr&#233;sents 108 hommes et 15 transsexuels. 6 personnes sont de nationalit&#233; roumaine et d&#233;j&#224; cela pose une premi&#232;re et inqui&#233;tante interrogation vu qu'il s'agit de citoyens communautaires pour lesquels il n'est pas pr&#233;vu d'enfermement dans les CIE. Les requ&#234;tes d'informations sur la nationalit&#233; et l'&#233;tat juridique des maintenus n'ont donn&#233; aucun r&#233;sultat. Cela pose un &#233;norme probl&#232;me de transparence, qui est la premi&#232;re condition &#224; garantir dans tous les camps.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Beaucoup de tunisiens pr&#233;sents ont d&#233;nonc&#233; l'impossibilit&#233; de d&#233;poser une demande d'asile, bien qu'ils en aient fait la requ&#234;te &#224; plusieurs reprises.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Les retenus avec qui nous avons pu nous entretenir ont racont&#233;s qu'&#224; l'entr&#233;e du camp les t&#233;l&#233;phones portables sont confisqu&#233;s. Les seules communications avec l'ext&#233;rieur n&#233;cessite donc l'utilisation de t&#233;l&#233;phones publics (deux par chambre), souvent ils fonctionnent mal et ne peuvent &#234;tre utilis&#233;s qu'au moyen d'une carte t&#233;l&#233;phonique d'un montant de 15 euros qui leur est fournie . La seule autre concession est un bonus &#233;conomique de 5 euros tous les deux jours.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La proc&#233;dure pour les visites est extr&#234;mement compliqu&#233;e et entre le moment o&#249; la demande est faite et celui o&#249; ils obtiennent une r&#233;ponse, il peut se passer m&#234;me 6 jours.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Les conditions hygi&#233;niques sont d&#233;testables, comme la d&#233;l&#233;gation a pu le constater.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mais ce qui nous a le plus frapp&#233; est la d&#233;nonciation qu'ils nous font des mauvais traitements qu'ils subissent r&#233;guli&#232;rement. On respire un air tr&#232;s lourd, la sensation est celle de se trouver dans un lieu o&#249; le droit est suspendu, tout peut arriver et qui a la disgr&#226;ce d'y &#234;tre enferm&#233; est abandonn&#233; &#224; son propre sort.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ne peut y avoir qu'une seule conclusion : le camp de Via Corelli doit &#234;tre ferm&#233; et les droits restaur&#233;s.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rome 11 mars 2011&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;UFFICIO STAMPA&lt;/strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
Via dei Monti di Pietralata, 16&lt;br class='autobr' /&gt;
Andreina Albano&lt;br class='autobr' /&gt;
Tel. 06 41609267 - 348 3419402 albano@arci.it&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;a href=&#034;https://www.arci.it&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;www.arci.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title> Profughi eritrei riconsegnati nelle mani delle autorit&#224; libiche</title>
		<link>http://migreurop.org/article1475.html</link>
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		<dc:date>2009-09-08T17:13:42Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>ARCI</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;In italiano le dichiarazioni di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione ARCI all'ANSA (agenzia stampa)&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://migreurop.org/rubrique466.html" rel="directory"&gt;Archives&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Alle 16.00 del 7 settembre il Numero Verde Arci per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ha ricevuto una segnalazione circa un'imbarcazione dispersa in acque internazionali, fra La Libia e l'Italia, con a bordo pi&#249; di quaranta persone, per lo pi&#249; di nazionalit&#224; eritrea. La persona che si &#232; messa in contattato con noi &#232; il fratello di un profugo eritreo presente sull'imbarcazione, il quale ha fornito alcune prime informazioni sommarie, tra cui l'ora e il luogo di partenza e le precarie condizioni in cui versavano i passeggeri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'imbarcazione ha lasciato le coste libiche intorno alle ore 2:00 del 7 settembre, il primo motore &#232; andato in avaria quasi subito, mentre il secondo ha retto fino alle ore 20.00-21.00 dello stesso giorno. Una volta ricevuta la segnalazione telefonica, l'Arci si &#232; messa prontamente in contatto con la capitaneria di porto di Palermo, il cui comandante ha contattato il comando generale delle capitanerie di porto di Roma per dare i via alle ricerche. Contemporaneamente abbiamo avvisato la stampa e le televisioni nella speranza che dando maggior risonanza al fatto si potesse impedire il respingimento verso la Libia. Abbiamo, inoltre, richiesto all'UNHCR una stretta collaborazione nel seguire la vicenda passo dopo passo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alle ore 10:00, la capitaneria di Palermo ha dichiarato ufficiosamente che l'imbarcazione era stata localizzata in acque internazionali e che si doveva decidere la competenza fra l'Italia, la Libia e Malta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I passeggeri disponevano di un telefono satellitare che ha consentito la localizzazione dell'imbarcazione. La batteria era quasi scarica, pertanto le nostre telefonate non hanno quasi mai avuto risposta. L'ultimo contatto telefonico risale alle ore 21:30 sempre del 7 settembre. Nei pochi minuti di conversazione, i profughi riescono a comunicare il guasto del secondo motore, il fatto che il natante stava imbarcando acqua, la mancanza di cibo e acqua. In sottofondo, urla e pianti di persone che, a 15 ore dalla prima richiesta di soccorso, si trovavano ancora disperse in mare nelle condizioni descritte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, 8 settembre, abbiamo ricevuto presso la sede dell'Arci il fratello della persona in mare ed un gruppo di connazionali eritrei, cui abbiamo fornito un supporto psicologico per poi raccogliere e ordinare le informazioni sulla vicenda. Dopo vari ed insistenti tentativi, siamo riusciti a rimetterci in contatto con la capitaneria di Porto di Roma per capire dove fossero esattamente queste persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In base alle dichiarazioni della capitaneria, l'imbarcazione a quell'ora si trovava a 40 miglia dalle coste libiche e la competenza spetta al governo libico. Alle ore 14 di oggi il comandante ci ha garantito che i soccorsi erano gi&#224; partiti alla ricerca dell'imbarcazione. Un paio di ore dopo siamo stati avvisati dell'arrivo dei &#8216;soccorsi' libici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche questa volta la vicenda si &#232; conclusa con la pi&#249; totale negazione del diritto d'asilo.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034;&gt;
NOTIZIA ANSA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;IMMIGRAZIONE: MIRAGLIA(ARCI), ANCORA IN MARE 150 MIGRANTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; (ANSA) - ROMA, 8 SET - Sono ancora in mare nel canale di Sicilia, su un natante in panne che ha cominciato a imbarcare acqua, i 40 migranti eritrei e somali, che ieri hanno chiesto aiuto al numero verde 'sos diritti' dell'Arci. A raccontarlo &#232;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci. &#034;L'ultimo contatto con gli occupanti del barcone - spiega Miraglia - risale a ieri sera quando un immigrato eritreo dai nostri uffici ha chiamato il fratello che &#232; a bordo della nave.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ha raccontato che a bordo, dove ci sono anche donne e bambini, tutti urlavano di paura perch&#233; la barca aveva iniziato a imbarcare acqua&#034;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &#034;Fino a ieri sera, inoltre - conclude Miraglia - nessuna unit&#224; di soccorso, nonostante il nostro allarme, aveva raggiunto il barcone. A questo punto temiamo per la loro sorte&#034; (ANSA).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;08-SET-09 13:45 NNNN&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
IMMIGRAZIONE: BARCONE IN DIFFICOLTA' E' A 40 MIGLIA DA LIBIA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(V. IMMIGRAZIONE: MIRAGLIA (ARCI), ANCORA... DELLE 13.45 CIRCA)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; (ANSA) - ROMA, 8 SET - Si troverebbe a una quarantina di miglia dalle coste libiche l'imbarcazione in difficolt&#224;, con circa 40 migranti a bordo, uno dei quali ha lanciato l'sos con un satellitare in Italia. Le coordinate del natante sono state acquisite tramite lo stesso telefono satellitare e comunicate dal Comando generale della Guardia costiera italiana alle autorit&#224; libiche, poich&#233; l'imbarcazione si troverebbe in una zona di ricerca e soccorso di competenza della Libia. Secondo quanto si &#232; appreso, una motovedetta libica sta attualmente cercando di individuare la barca con i migranti. Anche un aereo maltese si &#232; alzato in volo in precedenza, ma le ricerche sono state vane. (ANSA).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="fr">
		<title>Potentiels demandeurs d'asile &#201;rythr&#233;ens remis aux autorit&#233;s libyenne</title>
		<link>http://migreurop.org/article1474.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://migreurop.org/article1474.html</guid>
		<dc:date>2009-09-08T17:07:36Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>fr</dc:language>
		<dc:creator>ARCI</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;En italien les d&#233;clarations de Filippo Miraglia, responsable immigration ARCI, &#224; l'ANSA (agence de presse)&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/rubrique466.html" rel="directory"&gt;Archives&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Le num&#233;ro vert pour demandeurs d'asile et titulaires de protection internationale de Arci a re&#231;u &#224; 16 h du 7 septembre une signalisation &#224; propos d'une embarcation disparue en eaux internationale, entre la Libye et l'Italie, avec plus de 40 personnes &#224; bord, la plus part de nationalit&#233; Erythr&#233;enne. C'est le fr&#232;re d'un migrant &#233;rythr&#233;en, qui si trouve &#224; bord de l'embarcation, qui nous a appel&#233; et donn&#233; les premi&#232;res informations sommaires : heure et lieu de d&#233;part et conditions pr&#233;caires des passagers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'embarcation a laiss&#233; les cotes libyque vers 2h du 7 septembre, le premier moteur s'est cass&#233; presque tout de suite, le deuxi&#232;me vers 20.00-21.00 h du 7 septembre. Apr&#232;s avoir re&#231;u la signalisation par t&#233;l&#233;phone, Arci a pris contact avec la capitainerie de Palerme. Le commandant de la capitainerie de Palerme a &#224; son tour contact&#233; le poste de commandement g&#233;n&#233;ral des capitaineries &#224; Rome pour avoir l'autorisation &#224; commencer les recherches. En m&#234;me temps, nous avons pr&#233;venu la presse et les t&#233;l&#233;visions en esp&#233;rant que l'attention m&#233;diatique permette d'emp&#234;cher le refoulement vers la Libye. Nous avons tout de m&#234;me sollicit&#233; la collaboration du HCR.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A 10.00h, la capitainerie de Palerme a d&#233;clar&#233; officieusement que l'embarcation avait &#233;t&#233; localis&#233; et se trouvait en eaux internationales et qu'il fallait donc d&#233;cider si la comp&#233;tence &#233;tait italienne, libyque ou maltaise.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Les passagers disposent d'un t&#233;l&#233;phone satellitaire qui a permis la localisation de l'embarcation. Le t&#233;l&#233;phone est presque &#224; cours de batterie et les migrants ne r&#233;pondent presque jamais &#224; nos appelles. Le dernier contact t&#233;l&#233;phonique a eu lieu &#224; 21h30 du 7 septembre. Les quelques minutes de conversation nous permettent d'apprendre de l'avarie du deuxi&#232;me moteur, que le bateau &#233;tait en train d'embarquer de l'eau et que les passagers n'avaient ni &#224; manger ni a boire. Toute communication &#233;tait compliqu&#233;e par les bruits de fond : les passagers, encore perdus en haute mer &#224; 15 heures du premier appelle au secours, hurlaient et pleuraient.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aujourd'hui, 8 septembre, nous avons re&#231;u au bureau de Arci le fr&#232;re du demandeur d'asile qui nous avait appel&#233; et un groupe d'&#233;rythr&#233;ens, pour un support psychologique et pour recueillir ult&#233;rieures informations et &#233;claircir celles que nous avions d&#233;j&#224;. Apr&#232;s de nombreux et insistants essayes, nous avons repris contact avec la capitainerie de Rome pour comprendre ou ce trouvait exactement ces personnes.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Selon les d&#233;clarations de la capitainerie de Rome, &#224; cette heure l&#224; l'embarcation se trouvait &#224; 40 milles des cotes libyque et pourtant la comp&#233;tence &#233;tait du gouvernement libyque. A 14.00h le commandant nous a garanti que les secours &#233;tait d&#233;j&#224; parti &#224; la recherche de l'embarcation. Quelques heures apr&#232;s on nous a communiqu&#233; que les &#8216;secours' libyques avaient rejoint l'embarcation.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Encore une fois l'&#233;pisode s'est conclu avec la plus totale n&#233;gation du droit d'asile.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="en">
		<title>Lampedusa-Chronology</title>
		<link>http://migreurop.org/article1400.html</link>
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		<dc:date>2009-02-17T10:47:49Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>en</dc:language>
		<dc:creator>ARCI</dc:creator>


		<dc:subject>Italy</dc:subject>
		<dc:subject>Detention</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Chronology from 24 January to 13 February&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://migreurop.org/rubrique466.html" rel="directory"&gt;Archives&lt;/a&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;January 14th 2009&lt;/strong&gt; - Homeland Minister Robert Maroni issues a governmental decree that transfers the Trapani's Territorial Commission to the island of Lampedusa and orders the detention on the island itself of the migrants who arrive there. From that moment on both the hearings for asylum seekers and for the expulsion of irregulars migrants will take place on Lampedusa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The number of migrants and asylum seekers being held in the only available facility, whose normal capacity is 350 beds that in case of emergency can be expanded to 850, rises to 2000. The limit on the length of detention is not respected (According to existing legislature detention beyond 48 hours must be validated by a judge).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;January 23 2009&lt;/strong&gt; - 4000 residents of the island demonstrate against the opening a new facility: an Identification and Expulsion Centre, thus preventing the transfer of 110 migrants. Dozens of migrants escape from the Centre and join the demonstration. The police prefect Morcone arrives on the island. Police attack the demonstrators. Two young girls and a minor are wounded.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;January 24 2009&lt;/strong&gt; - Hundreds of migrants pour into the streets of Lampedusa chanting &#8220;Freedom, Freedom!&#8221;. Island residents - opposed to the transformation of Lampedusa into an Italian version of Alcatrez - applaud the marchers. Prime Minister Berlusconi declares: &#8220;As is their custom they left the Centre to have a beer in town; they are free to come and go from the Centre, everything is under control.&#8221; When the migrants go back to the Centre the police welcome them with violence.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;January 25 2009&lt;/strong&gt; - &#8220;Lampedusa is not for sale.&#8221; Angela Maraventano, Lega Nord senator and Lampedusa's deputy mayor, has to be escorted out of the town central square by the police. Maroni confirms his decision to keep newly arrived migrants on the island until their repatriation. A meeting between Maroni and Tunisian authorities is announced to program a collective expulsion to Tunisia. The military surrounds the Centre to prevent contact between migrants and island residents and to avert demonstrations in solidarity with their conditions. Arci's delegation arrives in Lampedusa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;January 26 2009&lt;/strong&gt; - 16 North African women continue their hunger strike against the expulsions. The City Council decides to sue the Homeland Minister Maroni for illegal detention. Eight migrants who had hidden in abandoned homes are captured and returned to the Centre by the Carabinieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;January 27 2009&lt;/strong&gt; - General strike by the island residents. Maroni arrives in Tunisia.&lt;/p&gt;
&lt;strong&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034;&gt;report of ARCI's visits to Lampedusa
&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Two detention centres are operational on the island of Lampedusa:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; 1. one, LOREN, is situated in a dismissed military base and houses asylum seekers, women and minors - it is important to underline that the Loren base is not equipped for such a purpose (in occasion of a fire, some migrants had to jump from the second floor and were severely injured because there were no fire escapes in the Loren centre)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; 2. the other, CONTRADA IMBRIACOLA, is for all other migrants&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;At present, the juridical status of both centres is unclear, since none of Minister Maroni decrees concerning Lampedusa's detention centres have yet to be published.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
In the framework of Migreurop campaign &#8216;For a Right to Access in Detention Centres for Migrants' - after the visit of January the 30th in the CIE of Ponte Galeria Roma and the refusal of the access to the CIE/CARA of via Corelli in Milan - ARCI visited Lampedusa's centres twice in February 2009:&lt;br class='autobr' /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
February 7 2009&lt;/strong&gt; - Giusto Catania (GUE), Carmen Cordaro (ARCI) and Hassan Maamri (ARCI) visit the centres. The delegation was allowed to enter just in the first &#8216;residential section for men' of both centres (for men) and had to leave it shortly thereafter because of the dramatic situation found there: all detainees asked for juridical protection and complained about the precarious conditions from the point of view of hygiene and health care, while the police reprimanded Carmen Cordaro (lawyer) because she was collecting the history of one of the migrants .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;February 13 2009&lt;/strong&gt; - A delegation of GUE, Filippo Miraglia, Hassan Maamri, Carmen Cordaro (ARCI) and the lawyers Carla Trommino and Alessandra Palatino returned to Lampedusa. The first visit took place at 8.00 am when one of the detainee called us to inform us that a revolt was going on.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Only the MP and Hassan Maamri were allowed to enter in the more internal &#8216;cage' of the centres while the rest of the delegation waited in a closed room.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;There were plenty policemen, interpreters for the police and antiriot gear in the centres. Therefore the migrants refused to talk to the delegation. A private colloquium took place between the MP, Hassan Maamri and 6 representative of the detainees that explained the reasons of the revolts: the migrants refused to sign the notification of the detention and climbed on the roof of their blocks (one of the detainees gave us a video of the protest).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A second access to the centres is scheduled for this afternoon.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In the meantime the GUE delegation and ARCI met the organisations of Praesidium: IOM, UNHCR, Italia Red Cross and Save the Children, the only one allowed to access the centre at present.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All the organisations underlined that even before the opening of the new centres the management of the centre was difficult, but that today with both centres overcrowded no minimum standard can be enforced.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IOM, UNHCR and Save the Children representatives said that they are now denied to access the more internal blocks, while the Italian Red Cross said that the operators themselves decided not to enter for security reason because the tension there is to high.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The Red Cross declared that it is now impossible to carry on the medical triage, that diseases are spreading among migrants because of bad hygiene in the centres. It has become difficult just to reach the infirmary. Moreover the transferral of detainees that needs more accurate medical investigation is not allowed.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The 85% of the women that arrive to Lampedusa are pregnant and victims of rape. The Italian Red Cross denounced the impossibility for them to abort because by the time their transfer to other centres is disposed, the legal limit to abort is usually passed.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Save the Children stated that since 24 January 2009 the living standard are reset to zero: women and children have been sleeping outdoor. A disinfestations is necessary and compulsory, according to the centre's rules. Nonetheless in the span of one year no disinfestations have been possible since the centre has always been full (minimum 600 detainees).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;With regards to minors, they used to be detained in the island for a maximum of 8 days, now the duration of their detention is 35 days. Their age is assessed only through X-ray and the technician in charge of the assessment never mentions in the certificate the possibility of an error of 2 years. Thus no further investigation is ever possible. Save the Children can only try to ask countries of origin for a copy of a document attesting that the detainee is minor. In case they manage to receive it, the minor is transferred to other centres.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All organisations of Praesidium are now allowed to assist the arrivals.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The UNHCR representative gave some data: 75% of the migrants that arrive in Lampedusa ask for asylum. 50% of the demands are accepted. Lampedusa is the door for asylum.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IOM denounced severe problems in the access to juridical defence. In case of appeal against repatriation, the competent forum is the Administrative tribunal (TAR) of Palermo that declares its incompetency, affirming that the competent forum is the justice of the peace of Agrigento that also declare its incompetency in 9 cases out of 10. Thus, it is necessary to sue to establish which tribunal is competent. The court of appeal has to decide. In the meantime, migrants are repatriated without any right to appeal.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Moreover the legal period of time between the notification and validation of the detention and the decree of repatriation is respected, but no court appointed lawyer bothers to check how long migrants have been detained without notification and validation of the detention, thus out of any juridical control.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Between &lt;strong&gt;29 December and 22 January&lt;/strong&gt; no migrant has been transferred to other centres, thus the number of detainees has reached 1800 people.&lt;/p&gt;
&lt;strong&gt;
&lt;p&gt;On January 14 2009&lt;/strong&gt; the Territorial Commission for asylum seekers of Trapani has been moved to the island. The Commision left Lampedusa on January 22. From January 14 to January 22, 75 asylum seekers were heard by the Commission. As of January 22, 270 asylum seekers were moved to centres for asylum seekers elsewhere in Italy, the others have been brought to the Contrada Imbriacola centre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;130 migrants (from Palestine, Eritrea, Algeria) were moved before January 21 to other centres from the Loren centre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Today there are 13 asylum seekers, all from Nigeria and Tunisia, in the Loren centre and 34 asylum seekers (all Tunisian) in the Contrada Imbriacola centre where the total number of detainee is 900.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All Praesidium organisation are afraid that the number of detainees will reach soon the peak registred in December-January.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In occasion of a meeting between the ARCI and GUE delegations, local authorities, the police and the administrator of the centres, ARCI asked the opening of the centres not only to civil society organizations committed with the tutelage of migrants rights, but also to the local population. It is unbearable that, in such a small island, no inhabitant of Lampedusa have ever had any contact with the detained migrants.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Local population is still definitely against the new Identification and Expulsion Centre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The Mayor of Lampedusa finally denounced the Minister of Interiors for kidnapping and for the fire that started in the Loren centre. The District Attorney Office has started an investigation. The associations are taking into account the possibility of collaborating with the Mayor.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In the meantime a club of ARCI is being constituted in Lampedusa. Its mission will be to carry on cultural activities that should start with a Human Rights Day to be promoted with Amnesty International. The Mayor of Lampedusa expressed today his agreement to let local ARCI members enter the ancient centre (only that one, since the munipality is still fighting against the permanence in Lampedusa of the Identification and Expulsion centre) on behalf of the municipality in order to monitor the situation, denounce human rights violations and provide legal tutelage to migrants.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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