Sintesi della lista Migreurop dal 26 febbraio all’11 marzo
2007
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Articoli di questa rubrica
lettera aperta delle associazioni marocchine, africane ed europee
In Marocco per i diritti e la dignità degli uomini e delle donne scherniti in nome della protezione delle frontiere europee
Dopo più di un anno dai tragici fatti dell’autunno 2005 gli immigrati subsahariani, vittime delle politiche di sicurezza perpetrate dall’Unione europea, continuano ad essere perseguitati nel solo nome della protezione della frontiere europee.
Retata di migranti e rifugiati in Marocco in nome degli impegni presi verso l’UE - dic 2006
All’alba del 23 dicembre 2006, tra duecento e quattrocento migranti sono stati deportati in diversi quartieri di Rabat (Marocco), fatti salire sugli autobus e condotti a forza alla frontiera algerina. Il 25 dicembre, nuove retate hanno avuto ugualmente luogo a Nador (a est del paese). A poco più di un anno dagli eventi di Ceuta e Melilla dell’autunno 2005, sono di nuovo all’ordine del giorno deportazioni ed espulsioni su larga scala in nome della protezione delle frontiere dell’Europa, in un paese dove sono violati quotidianamente i diritti dei migranti e delle persone che necessitano di protezione internazionale.
«Il cpt? Una scelta d’emergenza»
Il Manifesto
«Abbiamo fatto una scelta politica, in piena consapevolezza, non scarichiamo le responsabilità. Al comune è stata chiesta un’area con l’evidente finalità di rimpatriare immigrati clandestini».
Il libro nero di Ceuta e Melilla
La parola passa agli “invisibili”, ad un anno di distanza dalle morti che fecero scalpore ma che proseguono a ridosso del muro di filo spinato e telecamere.
Traduzione a cura di Maria Fiano, MeltingPot